Servirà coraggio e saggezza nelle scelte del futuro. Servirà imparare a immaginare il futuro.
Servirà fare ciò che in questo paese non si fa dagli anni ’70: programmare e pianificare.
Per riuscirci dobbiamo cambiare molti degli atteggiamenti che ci hanno reso immobili e passivi e che hanno prodotto una classe dirigente, non solo politica, priva di visione del futuro.
Ora il futuro ci è venuto ad aggredire per dirci quanto male abbiamo fatto al pianeta
e quanto male abbiamo fatto all’essere umano.
Abbiamo il dovere e l’obbligo di ricostruire il nostro futuro, di andarci a prendere la vita nel mondo che sogniamo.
Senza il sostegno di un impianto culturale solido e autentico nella sua espressione
non sarà difficile riuscirci: sarà impossibile.
Le avanguardie del ‘900, il New Deal roosveltiano negli USA, il nostro Neorealismo che fece scuola nel mondo, solo per citare alcuni esempi, dettero forza e significato alla crescita dei popoli ma erano accanto alle popolazioni.
Vogliamo generare un’architettura culturale che sia una forza per superare le paure
e le disperazioni della nostra società.
Per dar forza a ogni donna, ogni uomo e soprattutto alle giovani generazioni in un cammino che dopo il buio e il freddo che finiranno, ci restituirà un mondo migliore e più giusto.
Andiamocelo a prendere questo mondo!