Cara Daniela,
Sapevamo già prima di questo terribile momento che la cultura fosse una dimensione straordinariamente efficace nel creare relazioni, coesione sociale capitale umano.
Lo sapevano e lo sanno le Fondazioni e il privato sociale che da anni finanzia e valuta gli impatti di progetti cultural based per l’innovazione sociale, lo sapevano le istituzioni più illuminate che per stare al passo con i cambiamenti hanno adottato progetti culturali e artistici in pianta stabile, lo sapevano i cittadini che hanno cercato e selezionato l’offerta culturale spesso anche svuotando quei luoghi di cultura e arte che non sapevano più parlare del presente.Lo sapeva anche il sociale che, con una moltitudine di percorsi culturali sviluppati nei luoghi di cura, ha visto crescere competenze espressive, relazionali, comportamentali in soggetti fragili.
Progetti culturali tentano da anni di creare partnership pubblico/privato per un vera integrazione tra politiche e risorse. Siamo di fronte a un momento così ricco di sperimentazioni capaci di generare nuovo valore sociale e reale impatto sugli stili di vita delle comunità che, se le Politiche pubbliche saranno in grado di sostenere e riconoscere, la cultura come potrà davvero essere una leva straordinaria per la rinascita della nostra società, spaventata, disgregata, lacerata da disuguaglianze e marginalizzazioni.

Lorena La Rocca

 

 

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