Le guide di
+Cultura Accessibile
L'Audiodescrizione:
vedere con le parole
Principi, metodi e buone pratiche per la realizzazione dell'audiodescrizione. Una guida costruita sulle fonti internazionali più autorevoli, elaborata da +Cultura Accessibile — tra i primi in Italia a introdurre e diffondere questa pratica nel mondo del cinema, del teatro e della cultura.
+Cultura Accessibile è tra le prime realtà in Italia ad aver sviluppato, applicato e diffuso l'audiodescrizione come strumento sistematico di inclusione culturale — in collaborazione con cinema, teatri, festival e la Cineteca Nazionale.
Che cos'è l'audiodescrizione?
L'audiodescrizione è un commento audio aggiuntivo che, inserendosi nelle pause sonore di un'opera audiovisiva o di uno spettacolo dal vivo, descrive ciò che accade sullo schermo o in scena — aspetto dei personaggi, luoghi, azioni, espressioni, costumi — rendendo accessibile l'esperienza visiva a chi non può vederla.
ITC Guidance on Standards for Audio Description, 2000 · Ofcom Code on Television Access Services, 2017L'audiodescrizione non è una semplice narrazione aggiunta. È una forma specializzata di traduzione intersemiotica: trasforma l'immagine in parola, senza interpretare né giudicare, restituendo allo spettatore cieco o ipovedente la stessa libertà di lettura del film o dello spettacolo che ha lo spettatore vedente.
A chi è rivolta?
L'audiodescrizione nasce per il pubblico con disabilità visiva, ma il suo raggio d'azione è più ampio. Secondo le linee guida dell'American Council of the Blind, è uno strumento di accessibilità universale che migliora l'esperienza per categorie diverse di spettatori.
Persone cieche o ipovedenti
Il pubblico primario. La maggior parte delle persone con disabilità visiva non sono cieche totali: l'audiodescrizione serve lungo tutto lo spettro della disabilità visiva.
Persone anziane
Chi ha sviluppato nel tempo un declino sensoriale o cognitivo trae beneficio da una descrizione chiara e orientata ai contenuti visivi.
Difficoltà di apprendimento
Spettatori con disturbi dell'attenzione o difficoltà di elaborazione visiva che beneficiano di un supporto verbale alla comprensione.
Spettatori in mobilità
Chi non ha la possibilità di guardare lo schermo in un dato momento — in viaggio, durante attività fisiche — può fruire del contenuto solo attraverso l'audio.
Le figure professionali e le fasi di produzione
La produzione di un'audiodescrizione di qualità richiede competenze distinte e un processo strutturato. Ogni fase ha requisiti specifici che determinano il risultato finale.
Audiodescrittore
Scrive il copione della descrizione. Deve conoscere le regole dello stile, del linguaggio e della struttura temporale. Non è un esercizio letterario: il buon audiodescrittore sparisce nel testo.
Revisore
Idealmente una persona cieca o ipovedente che testa l'effettiva comprensione del testo, verifica la chiarezza e arricchisce la descrizione con osservazioni che solo l'esperienza diretta può fornire.
Voce narrante
Legge il testo in studio o dal vivo. La voce deve essere chiara, neutra, priva di tonalità emotive o interpretative che interferiscano con la fruizione libera dell'opera.
Tecnico del suono
Gestisce registrazione, mixaggio e distribuzione del segnale audio. La qualità tecnica dell'audiodescrizione è parte integrante della sua efficacia.
Le fasi della produzione
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1
Visione e analisi
Vedere l'opera almeno due volte, identificando i momenti chiave da descrivere, le pause disponibili, i personaggi, le ambientazioni e gli elementi visivi essenziali alla comprensione della trama.
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2
Stesura del copione
Scrivere il testo leggendolo ad alta voce in fase di composizione, verificando che si inserisca nelle pause senza coprire dialoghi o elementi sonori significativi.
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3
Revisione con utenti
Sottoporre il testo alla revisione di una persona cieca o ipovedente. Questo passaggio non è opzionale: è la verifica più importante della qualità del lavoro.
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4
Incisione e mixaggio
Registrazione in studio con la voce narrante e mixaggio con la colonna sonora originale. Il risultato deve essere un prodotto unico e armonioso, non una sovrapposizione.
Principi fondamentali
Le linee guida ITC — il riferimento internazionale più consolidato, aggiornato da Ofcom nel 2017 — definiscono un insieme di principi che costituiscono il fondamento di qualsiasi buona pratica di audiodescrizione.
L'audiodescrizione descrive ciò che è osservabile — aspetto, azioni, luoghi — non ciò che non è visibile: motivazioni, intenzioni, emozioni interiori. L'informazione fornita non deve mai essere un'interpretazione della storia né anticipare passaggi della trama.
La descrizione deve essere comprensibile al primo ascolto. Lo stile dev'essere chiaro, le frasi brevi dove possibile, gli elementi forniti in ordine logico. Eccedere nella descrizione è stancante e distrae dall'opera. Il silenzio e la colonna audio originale hanno valore: non vanno coperti senza necessità.
Preferire il verbo preciso all'accumulo di aggettivi e avverbi. "Corre" è meglio di "cammina velocemente". "Scruta" è meglio di "guarda con attenzione".
L'audiodescrizione si inserisce nelle pause sonore — mai sopra i dialoghi, tranne in casi eccezionali su voci di sottofondo poco rilevanti. I dialoghi tra i personaggi non vanno mai oscurati.
Tendenzialmente è meglio anticipare leggermente l'azione di cui si sentirà il rumore. L'anticipo non deve però essere eccessivo: lo spettatore cieco e quello vedente devono restare in sincronia durante la fruizione.
Accuratezza terminologica
Il linguaggio deve essere preciso. Ogni contesto richiede la sua terminologia specifica — che va ricercata se necessario. Descrivere un'armatura medievale o l'interno di un osservatorio astronomico richiede i termini giusti.
Varietà verbale
Evitare la ripetizione degli stessi verbi. "Guardare" ha molte alternative (osservare, scrutare, fissare, sbirciare). "Camminare" anche (avanzare, trascinarsi, marciare, ciondolare). La ricchezza lessicale migliora la comprensione e la piacevolezza dell'ascolto.
Nessun termine cinematografico tecnico
Evitare termini come "primo piano", "carrellata", "panoramica": distraggono e non è detto che lo spettatore li conosca. Meglio descrivere l'effetto visivo che il regista ha voluto ottenere.
Metafore e similitudini
Sono benvenute quando aiutano a restituire proporzioni, dimensioni o qualità sensoriali non visive. "Grande quanto un grosso cane", "alto come una montagna", "il fiume si snoda come un lungo serpente" aiutano chi non vede a costruire immagini mentali precise.
Cosa descrivere e come
Secondo le linee guida ITC e ACB, la selezione degli elementi da descrivere segue una gerarchia precisa: prima la comprensione della trama, poi il contesto, poi i dettagli. Non si può descrivere tutto — la scelta è parte integrante del mestiere.
Il momento della giornata
Sempre da indicare quando rilevante. Lo spettatore cieco deve ricevere le stesse informazioni contestuali di quello vedente, anche quando non sono esplicite nel dialogo. Se non è chiaro se è alba o tramonto: "Il sole è basso sull'orizzonte."
Il luogo
Indicare sempre l'ambientazione, incluse le dimensioni quando utili ("una stanza molto piccola", "un salone spazioso"). Anche una sola frase rapida ("Ora in ufficio", "A casa di Mario") vale più del silenzio.
L'azione
Tipo di azione in corso, suoni o effetti non facilmente identificabili, testo visibile sullo schermo (graffiti, cartelli, didascalie temporali). I cartelli come "Due anni prima" o "Roma, 1943" si leggono sempre.
Visioni, sogni, flashback
Stabilire un'espressione convenzionale per questi elementi narrativi, da usare in modo coerente per orientare lo spettatore senza perdere tempo prezioso.
Quando nominare un personaggio
Il nome si usa solo dopo che è stato pronunciato nel film. Lo spettatore cieco deve scoprirlo insieme a quello vedente. Stessa regola per i gradi di parentela.
Coerenza nella denominazione
Un personaggio identificato come "il poliziotto" deve restare "il poliziotto" per tutta la descrizione. La coerenza è fondamentale per non disorientare l'ascoltatore.
La prima descrizione
In genere è sufficiente descrivere un personaggio la prima volta che appare — aspetto fisico, abbigliamento, età approssimativa — e poi usare solo il nome o un identificativo stabile. Anche dettagli apparentemente secondari (un uomo con camicia bianca e cravatta) comunicano informazioni sociali preziose.
L'età
Usare espressioni generiche quando non si può essere precisi: "sulla quarantina", "di circa trent'anni", "adolescente". Non inventare età che non si possono determinare dall'immagine.
L'audiodescrizione inizia con il film: il logo del distributore, le immagini di apertura e i titoli di testa vanno descritti. I credits essenziali da leggere sono: produzione, regia, attori principali, musica.
Se non c'è spazio sonoro per i titoli di testa, possono essere accorpati a quelli di coda. In alcuni casi è utile descrivere anche la grafica del titolo del film, quando contribuisce al senso dell'opera.
La descrizione accompagna il film fino alla fine, inclusi i titoli di coda e gli eventuali contenuti post-credits.
Un esempio realizzato da +Cultura Accessibile
Questo video mostra concretamente come si presenta un'audiodescrizione realizzata dalla nostra associazione — frutto di anni di esperienza diretta sul campo, in collaborazione con cinema, teatri e la Cineteca Nazionale.
+Cultura Accessibile
Fonti di riferimento
Questa guida è costruita sulle linee guida internazionali più autorevoli nel settore dell'audiodescrizione. Si tratta di documenti prodotti da organismi indipendenti e aggiornati nel tempo sulla base di ricerche e pratiche consolidate.
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ITC — Independent Television Commission (UK)
Guidance on Standards for Audio Description, 2000. Il documento fondativo delle linee guida internazionali sull'AD, basato su ricerche condotte tra il 1992 e il 1995 dal consorzio europeo Audetel.
Scarica il documento originale → -
Ofcom — Office of Communications (UK)
Code on Television Access Services, 2017. Aggiornamento e consolidamento delle linee guida ITC, con valore normativo per le emittenti televisive britanniche. Riferimento europeo per gli standard di qualità.
Consulta il codice Ofcom → -
American Council of the Blind — Audio Description Project (USA)
Audio Description Guidelines and Best Practices. Raccolta delle migliori pratiche internazionali prodotta dall'ACB, punto di riferimento per formatori e professionisti del settore in tutto il mondo.
Visita il sito ACB Audio Description Project →