Le guide di
+Cultura Accessibile
Linee guida per la sottotitolazione facilitata
Principi tecnici ed editoriali per la sottotitolazione accessibile di film in sala: posizione, font, tempi di lettura, identificazione dei parlanti, sincronizzazione e adattamento del testo orale.
A cura di Francesca Marchionne · Presidente Associazione onA.I.R. · Docente del corso Cinema Accessibile
Posizione, font e dimensione del testo
Posizione del testo
Il testo va posizionato nella parte bassa dello schermo, centrato orizzontalmente, senza giustificazione o allineamento a destra o sinistra. In presenza di sottopancia o cartelli di scena, i sottotitoli vanno alzati fino a metà schermo per non sovrapporsi. Se questa operazione dovesse coprire bocca o occhi del parlante, il testo va spostato in alto.
Font e dimensione del carattere
Il carattere è Arial, normale — niente grassetto, corsivo o maiuscoletto. La dimensione standard è 32pt. Per esigenze di spazio può essere ridotta fino a un minimo di 24pt.
Numero di righe e caratteri
Il numero massimo di righe per sottotitolo è 2. Il numero massimo di caratteri per riga è indicativamente 36, variabile secondo la dimensione del font.
Tempi di permanenza sullo schermo
Il tempo di esposizione di un sottotitolo dipende dal numero di caratteri. Il tempo minimo assoluto è 1,5 secondi. Per sottotitoli di lunghezza intermedia, il tempo va calcolato proporzionalmente in base ai caratteri, al tempo disponibile e alla velocità del parlante.
| Durata | Numero di caratteri |
|---|---|
| 1,5 sec | 3 – 10 caratteri |
| 2 sec | 10 – 20 caratteri |
| 2,5 sec | 20 – 30 caratteri |
| 3 sec | 30 – una riga piena (36 car.) |
| 3,5 sec | Una riga piena – 45 caratteri |
| 4 sec | 45 – 55 caratteri |
| 4,5 sec | 55 – 65 caratteri |
| 5 sec | 65 – due righe piene (72 car.) |
Identificazione del parlante
Per rendere chiaro chi sta parlando si usano due sistemi, che possono essere adottati alternativamente o in combinazione.
Il cambio turno di parola si segnala con un trattino all'inizio della battuta:
- Buongiorno a te.
In caso di cambio turno all'interno di un sottotitolo che contiene già battute di altri oratori, il trattino va messo a ogni battuta, anche se appartiene a un turno iniziato nel sottotitolo precedente. Fa eccezione il turno grammaticalmente non finito:
Io penso che vadano bene
- Io non credo proprio!
In alternativa al trattino, ogni personaggio può essere identificato con un colore fisso. Un colore corrisponde a una sola persona.
Resa della componente non verbale
Tutta la componente non verbale va segnalata con cartelli — scritti tra parentesi tonde — che descrivono l'evento sonoro o paralinguistico. Rientrano in questa categoria sia gli aspetti del parlato (parlare in coro, bisbigliare) sia i rumori rilevanti per la comprensione del testo.
(in inglese) La gente deve smetterla di accettare queste condizioni.
(spari) Chi è stato?
(parole incomprensibili)
Segni di interpunzione e tratti paragrafematici
Virgola
Va evitata il più possibile. L'uso è consigliato solo negli elenchi e negli incisi che non è possibile trasformare in frase autonoma.
Punto
Va usato se possibile alla fine di ogni sottotitolo. Evitare due frasi con punto all'interno dello stesso sottotitolo. Se questo comportasse sottotitoli troppo brevi, tenere insieme le due frasi.
Punto interrogativo
Va usato per le domande. Evitare le domande retoriche: giusto? vero? no?
Punto esclamativo
Va usato per le esclamazioni vere e proprie, le frasi ironiche, le esasperazioni, le imprecazioni e tutte le alterazioni del sistema neutro di comunicazione. Non indica semplicemente un volume più alto del normale.
Puntini di sospensione
Solo tre punti, attaccati alla parola, e solo se la frase è interrotta.
- Neanche io.
Da evitare il più possibile tutti gli altri segni: : ; ( ) e il punto e virgola.
Trattino corto ( - )
Solo per segnalare i cambi di parola. Sempre seguito da uno spazio.
Segni minore e maggiore ( < > )
Solo per indicare le voci fuori campo provenienti rispettivamente da sinistra e da destra. Sempre seguiti da uno spazio.
Apice singolo ( ' )
Solo per l'apostrofo. Non è preceduto né seguito da spazi.
Apici doppi ( " )
Per segnalare una parola usata fuori contesto o una parola straniera non comune.
In Francia i "bonbon" sono le caramelle.
Ho pochi "follower" su Twitter.
Cancelletto / diesis ( # )
Per segnalare l'inizio di ogni strofa cantata. Nell'ultima strofa il # va messo anche alla fine. Va preceduto e seguito da uno spazio.
Sincronizzazione
Il tempo di ingresso e di uscita di un sottotitolo vanno sincronizzati con l'inizio e la fine della battuta. È però possibile derogare in alcuni casi specifici.
- Se una battuta inizia o finisce a meno di un secondo da un cambio di inquadratura, è possibile sincronizzare il tempo di ingresso o uscita sul cambio di inquadratura.
- Se una battuta è contenuta in due o più inquadrature, è possibile dividerla in due sottotitoli facendo coincidere il punto di divisione con il cambio di inquadratura.
- Se non è possibile accorciare una battuta, è possibile allungare il tempo di uscita di qualche decimo di secondo per rientrare nei tempi indicati.
Aspetti editoriali
I sottotitoli non sono una trascrizione fedele del parlato. La lingua orale e quella scritta comunicano diversamente, e il testo dei sottotitoli scorre a un ritmo imposto dal sottotitolatore, non dal lettore. Alcune regole di adattamento sono quindi indispensabili.
Il testo va distribuito tenendo insieme i sintagmi, per evitare di lasciare la mente in sospeso tra una riga e l'altra.
vivere insieme a te.
è bella da vivere insieme a te.
Ogni sottotitolo = un concetto
Ogni sottotitolo dovrebbe corrispondere a un'unità concettuale e grammaticale: una frase compiuta, seguita da punto.
Leggibilità prima di tutto
Se non c'è tempo per inserire una battuta per intero, è necessario ridurla. Il miglior sottotitolo è inutile se non è leggibile.
Linearità sintattica
Laddove possibile, riportare il testo all'ordine di base: coordinate temporali — coordinate spaziali — soggetto — verbo — complemento oggetto — complementi indiretti.
Preferire la coordinazione alla subordinazione
Elementi da eliminare
Eliminare tutti i tratti del parlato non semioticamente rilevanti: oh, "ma" non avversativo, "e" non congiunzione, mica, tipo, cioè, allora, bene, non è che, ripetizioni. Il doppio "che" va eliminato del tutto o ridotto a uno. Il "che" polivalente va riportato alla forma relativa o alla frase lineare.
Come ridurre senza stravolgere
Quando è necessario ridurre per velocità eccessiva del testo, ragionare per unità concettuali ed eliminare l'informazione meno rilevante.